“L’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache”, il mio nuovo romanzo (ristampato dopo 36h. dall’uscita, olè!)

i 4 di rete mariaDoveva succedere sul serio, prima o poi. Per forza. Ogni ecosistema muta, si rinnova, muore e rinasce e così via (sto sparando cazzate, ma statemi dietro, ora arrivo al punto). Doveva succedere, dunque, anche che uscisse un mio secondo romanzo, dopo Atletico Minaccia Football Club, che tanto vi/mi ha divertito e si è espanso per la penisola (e anche oltre, pure in Olanda), fino a finire, proprio in questa settimana (dal 6 giugno al 12), allegato a L’Espresso. Ma vabè, questa è un’altra storia. Qui si parla del futuro, quello fresco. Qui si parla del mio secondo romanzo.
Che a 36 ore dall’uscita è stato RISTAMPATO. 
E non lo diciamo per fare i fighi, noi di Einaudi. Sul serio, RISTAMPATO.

L’AUDACE COLPO DEI QUATTRO DI RETE MARIA CHE SFUGGIRONO ALLE MISERABILI MONACHE. No, non vi sto prendendo per il culo, si chiama proprio così. Lo ha edito, ancora, Einaudi Stile Libero, ed è in libreria dal 10 giugno.
È la storia di quattro vecchi (un po’) pazzi. La voce narrante è quella di Dino Agile, 74 anni e “la prostata grande quanto la Danimarca”. Il classico vecchiaccio incazzato che ce l’ha con tutto e tutti, tranne che con i suoi tre compari, che con lui dividono il destino a Villa delle Betulle, casa di riposo in provincia di Roma. Guttalax: sorridente e bonaccione, sempre pronto ad assecondare il volere della maggioranza per affetto, più che per volontà propria. Rubirosa: dipendente dal Viagra, che assume più volte al giorno, “per tenerlo sempre pronto, come in una prova anti incendio”, ossessionato da qualsiasi donna, purché over 60. Infine, Brio: il braccio armato del gruppo; chiamato così per via del Parkinson che lo scuote tutto, e ciò nonostante un cecchino con la sua inseparabile fionda e i suoi piani dinamitardi e al limite della realtà. Un giorno: l’occasione della rivincita. Le “Miserabili Monache” dell’ordine di Santa Lavinia d’Oriente (di cui anche Agile si domanda l’effettiva esistenza) comunica ai residenti di Villa delle Betulle che è stata organizzata una visita di due giorni a Roma in occasione della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II. È allora che Brio propone ad Agile e gli altri di occupare la sede romana dell’emittente tivù cattolica Rete Maria per rimuovere (e “far brillare”) Padre Anselmo da Procida dalla lettura del rosario delle 18; colpevole di pronunciare la preghiera con un’odiosa zeppola. Troppo, per uno come Brio. Agile asseconda il piano folle del suo compare per un motivo preciso: a Roma vive Flaminia, la donna che quando faceva lì il militare, a 19 anni, gli ha spezzato il cuore. E lui vuole ritrovarla. Osteggiati da Capitan Findus (il rivale storico di Agile) e i suoi due scagnozzi Sciabola e Uccello, partiranno così in un’avventura surreale e scorrettissima nella capitale, dove saranno coinvolti in battaglie feroci all’alba, tra i Fori Imperiali, furti, baratti al limite della legalità, feste della borghesia capitolina. L’ultimo guizzo di libertà prima del sipario.

E niente, ho provato a farvi ridere, e farvi pensare. Ho provato a dare voci a quattro vecchietti che, probabilmente, nessuno avrebbe ascoltato. Gli ho messo nelle mani armi da guerra di bottoni, piani esplosivi, missioni in codice, forza e coraggio. Ho provato a dipingere l’universo degli anziani come quello dei bambini, con le proprie regole e i propri dolori. Ma soprattutto: le proprie gioie, quelle incontenibili di questo romanzo, della loro rivincita. Ci ho provato. Voi fatemi sapere se vi è piaciuto, io resto a disposizione. Ci tengo.

Chiaramente, ancora una volta: Adelante! Il viaggio è lungo e questo è solo il secondo romanzo. Ma intanto siamo qui, godiamoci il paesaggio.

Un ultimo grazie va a Rosella Postorino, Severino Cesari, Paolo Repetti, TUTTO l’ufficio stampa Einaudi, l’ufficio diritti, Davide Bonazzi per l’illustrazione beatlesiana in copertina, Riccardo Falcinelli e chiunque, nessuno esclusa, ha lavorato e lavorerà per rendere questo romanzo sempre più visibile a tutti. Scriverlo è stato stupendo, ma il vero privilegio è poter contare su una squadra forte e disponibile come quella di Einaudi.
Stile Libero, a parte, che quello lo siamo nell’anima, noi.

in fede,
Marco Marsullo, un ragazzo felice di poter scrivere ed essere letto.

“Buiten Spel”, di Marco Marsullo. Ora vi racconto una storia bella, di un autore tradotto in Olanda.

mailm

queste parole sono per una persona a cui voglio un grande bene,
una persona col sorriso sottile e gli occhi sereni,
una persona preziosa perché è diventata un’amica,

un’olandese napoletana.
Manon Smits.

Buitenspel_MarsulloCome tutte le cose belle che si incontrano nella vita, io Manon Smits l’ho conosciuta per caso. Con quella mail che vedete lassù. Una mail che lessi una mattina di gennaio del 2011, con gli occhi un po’ increduli e un po’ assonnati (mi alzo tardi, nell’ambiente si sa, quindi non raccontiamoci cazzate). Ricordo esattamente quello che feci. Scrissi alla mia ragazza, che era a lavoro. E mi ricordo che non sapevo cosa dirle di preciso. Ricordo solo la felicità, di entrambi. Che poi, felice per cosa? Nel senso: potevo essere sorpreso, lusingato. Ma felice: perché? Non era una notizia di una traduzione (Atletico Minaccia non sapevo neanche quando sarebbe uscito, di preciso). Non era nulla di concreto, nulla nemmeno all’orizzonte, ma io ero emozionato. Credo che ci siano dei momenti dove, chi è bravo a riconoscere la sorte, veda il futuro. Credo ci siano delle persone che incontri, che più di tutte le altre, sono destinate a essere pezzi preziosi della tua scenografia. Mi è successo con qualche amico, una ragazza, una editor, un direttore editoriale, un gatto, una decina di calciatori, un paio di scrittori. E sono tutti ancora qui (quasi tutti, ma si sa, non hai pensieri senza mancanze), belli saldi, a insegnarmi cosa essere, come esserlo o non esserlo più. Insomma: io quella mail di quella traduttrice olandese me la sono riletta molte volte, prima di risponderle. Iniziammo a scriverci, a raccontarci cose della nostra vita, del nostro lavoro (lei in Olanda è una delle più famose traduttrici). Iniziammo a starci sinceramente simpatici. Manon prese a cuore l’avventura, e io le avventure come queste le ho nel cuore già prima di pensarle possibili. Dovevamo diventare traduttrice a autore, pochi cazzi. Ce l’avremmo fatta. E la cosa che più di tutte mi ha colpito, ora che conosco bene la vita e il lavoro (la mole, soprattutto) di Manon, è che lei non aveva nessun bisogno di tradurre me, ventenne autore sconclusionato, sì esordiente Einaudi, ma pur sempre uno sconosciuto con dei capelli improbabili. Lei ha sempre un libro da tradurre, una corsa da fare per incastrare due, tre titoli. Offerte, proposte, viaggi in giro per l’Europa per festival e fiere. Lei non aveva bisogno di me, io, di sicuro, molto più di lei. Però la forza che ha messo in questa faccenda, la forza che ha trasformato Atletico Minaccia Football Club in Buiten Spel (la copertina è lì, in alto, lo so che ci eravate arrivati anche voi, non vi incazzate), è stata una forza senza pari. Io e Manon eravamo due ragazzini che si erano incaponiti, che volevano dare il meglio di loro stessi per vedere concretizzato il loro gioco preferito. Ci volevamo bene, tanto, e il modo per dimostrarcelo era questo: fare il miglior lavoro che potessimo, l’uno per l’altra. E allora: mail su mail, tra noi, all’ufficio diritti Einaudi (Anna Dellaferrera: GRAZIE, sempre, per questo e tutto il resto), al mio agente (Daniele Pinna: sei licenziato anche qui, però grazie, ti riassumo entro le 19 di oggi), agli editori olandesi che potevano essere interessati alla storia. Presentazioni incrociate, finte casuali, al Salone del Libro di Torino, telefonate per appuntamenti “sotto alla T” (la prima volta che ci siamo visti eravamo a Torino, in fiera, e avevamo appuntamento sotto al padiglione T; ma a telefono non ci trovavamo, eppure entrambi asserivamo con forza di essere sotto una T. Poi abbiamo capito che erano due corridoi diversi). È stata una storia di risate, di confessioni, di aiuti, di incontri. Ho avuto il privilegio di conoscere la sua famiglia. Il suo compagno Pieter van der Drift (anche lui traduttore, e sosia di Sting), e i suoi stupendi (stupendissimi) quattro figli. Li ho avuti da me a Napoli, tutti e sei, per due settimane in una calda e bellissima estate, che se solo ci penso non smetto di sorridere. E come in tutte le amicizie vere, quelle pulsanti, ci siamo anche incazzati. In verità, si è incazzata lei con me, e aveva ragione. Una volta ero in ritardo con delle piccole spiegazioni sulla traduzione e non le avevo risposto a una mail per una settimana (Atletico Minaccia ha tantissime parole in dialetto, o modi di dire tipici del Sud Italia, e Manon è stata incredibile a capirli tutti, ma a volte giustamente le serviva una mano; anche perché, come può un olandese capire “la cazzimma”? E Siani mi perdonerà se l’ho citato). Be’, quel giorno Manon mi ha ricordato una cosa: che l’amicizia non è un permesso per lavorare meno bene, e che anzi, ha il compito di rafforzare il rispetto in una collaborazione. Perché per un amico devi esserci subito, anche quando ti traduce un libro. E io quella mail dura e decisa di Manon me la porterò per sempre nei ricordi, come tutte le altre belle e spensierate. E se anche lei ne ride di questa cosa, e un giorno magari se la dimenticherà, io no. Io Manon me la porto nel cuore felice e incazzata, perché è così che si fa con gli amici. Te li conservi con tutti i colori, e con loro dividi la sorte, un pezzo di vita che ti porta dove gli pare a lui. L’importante è essere uniti.
Come l’altra sera, quando abbiamo fatto un aperitivo a Roma, insieme, dopo che avevo finito una giornata di editing da Einaudi. E mi sono accorto che mi ero dimenticato le chiavi della macchina in casa editrice, ormai deserta, alle nove di sera. E Manon era lì, accanto a me, su una via Giulio Cesare deserta, la notte di San Valentino, mentre chiamavo Rosella Postorino che, giustamente, a cena fuori non sentiva il cellulare.
E noi due eravamo lì, insieme, a sorridere della mia testa di cazzo, di fronte a una macchina chiusa, parcheggiata a Roma, sotto gli alberi spogli dell’autunno mentre tutti sceglievano in quale ristorante cenare la notte degli innamorati.
Ve l’ho detto: io Manon l’ho incontrata per caso.

“Buiten Spel” uscirà in Olanda il 6 marzo, tra pochi giorni, sarà pubblicato dall’editore Thomas Rap, e io sono fiero di me, di Manon, di chi ci ha aiutato in questa impresa divertente, in chi ha creduto in una delle più grandi traduttrici olandesi e in un ragazzo con una storia. Che se il mondo facesse sempre così, dare credito a chi conosce la chiave per le parole di chi le inventa, le cose sarebbero tutte più chiare.

grazie, Manon.
il tuo autore preferito (lo sai, sono un po’ così, “supremacy”): Marco.
:)

Mettiamo la Terza (ristampa)

am3edAtletico Minaccia Football Club, qualche giorno fa, ha fatto la sua terza ristampa. Da qui l’ironia brillante del titolo. Yea. Che dire: il solito GRAZIE, prima di tutto, a tutti voi che l’avete preso. Senza di voi, come ho scritto nei ringraziamenti del romanzo senza immaginare questo successo, tutto questo (intendevo: scriverlo) non sarebbe servito a niente.

Le cose stanno andando veloci. Sono settimane davvero piene di chilometri, autostrade e treni. Sono andato ancora a “Quelli che”, sono stato ospite in una delle mie trasmissioni preferite, “Undici”, del grande Pierluigi Pardo (un idolo), dove ho avuto modo di conoscere Luca Antonini, Gianluca Pagliuca, e soprattutto due grandi giornalisti, che si sono rivelate persone splendide: Franco Ordine e Raffaele Auriemma, a prova che per essere grandi professionisti bisogna prima di tutto essere grandi uomini. C’è tanto da imparare anche in un paio d’ore di conoscenza da persone così.

La presentazione del romanzo a Roma, col Trio Medusa e Ivan Mazzoletti, è andata benissimo. La IBS di via Nazionale era piena e ci siamo divertiti tanto. Poi, c’è stata Pescara. E questa settimana, il 18 a Civitavecchia per un doppio incontro (Biblioteca comunale h.18 e poi al Freedom Nonsolopub dalle 21 per reading e torneo di Sensibile Soccer), e il 19 a Gardone V.T. (Brescia) per aprire una rassegna di calcio e letteratura, “Catenaccio”. Be’, alla grande. Poi altre date a venire: Caserta il 27 aprile alla Feltrinelli di corso Trieste, Bologna il 7 maggio alla Feltrinelli di via dei Mille, poi c’è il Salone di Torino dove ogni giorno sarò impegnato in qualcosa. Insomma: di chilometri da fare ce ne sono.
Intanto, col solito sorriso e il capo chino, e la terza ristampa in poco più di due mesi, vi saluto e dico una cosa nuova: Adelante, Atletico Minaccia!

Oggi, martedì 9 aprile, presentazione a Roma col Trio Medusa e Ivan Mazzoletti

giocatoriOggi a Roma, martedì 9 aprile, alle ore 18.30, si parlerà un po’ di Atletico Minaccia Football Club alla libreria IBS di via Nazionale (vicino piazza della Repubblica). Con me, il TRIO MEDUSA e Ivan Mazzoletti (autore radio e tivù). Ci divertiremo. Se non volete venire per me, venite per il Trio o per Ivan almeno! Adelante Atletico!