Domenica 25 ottobre sarò a CHE TEMPO CHE FA, con Fazio e la Littizzetto

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Domenica 25 ottobre sarò ospite di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto a CHE TEMPO CHE FA, su Rai Tre.

Booom! È una di quelle notizie enormi, soprattutto visto il parterre di ospiti insieme a me. Cioè: cosa ci fa Marco Marsullo in una trasmissione televisiva con Francis Ford Coppola? Bo, non lo so nemmeno io, lo scopriremo in diretta sulla Rai, domenica. Minchiate a parte, devo dire che sono molto felice e orgoglioso di poter parlare di “I miei genitori non hanno figli” in una vetrina del genere, specie ricordandomi da dove sono partito, a 22 anni, quando ho cominciato a mandare in giro come un folle i miei racconti, prima, e il mio primo romanzo, poi, che si accasò (fortunatamente) con Einaudi Stile Libero. E con il terzo siamo finiti da Fazio. Booom, di nuovo.
Un grazie enorme va a Luciana Littizzetto che, dopo avermi ospitato a inizio ottobre su Radio Deejay nella sua trasmissione “La Bomba”, ha preso a cuore il romanzo. Sono soddisfazioni belle, che mi porterò sempre dentro.

Quindi: domenica 25 ottobre, dalle 20 e qualcosa, guardatemi, io sarò quello che parlerà insieme al regista di Apocalypse Now, il portiere della Nazionale e l’ex cantante dei Lunapop. Come dire: trovate l’intruso.
Ma l’intruso lo faccio più che volentieri. Scrivo anche per questo, per trovarmi ovunque non avrei mai immaginato di potermi trovare.
ADELANTE!, qui ce lo metto anche un po’ per scaramanzia.

Ci vediamo su Rai Tre.

Più di 5000 grazie e qualche novità

IMG-20130207-WA0001Atletico Minaccia Football Club ha superato le cinquemila copie in poco più di un mese. E io che posso dire? Se non la parolina magica che tutte le mamme insegnano ai figli fin da quando sono bambini? G R A Z I E.
A tutti. A chi l’ha letto, lo sta leggendo, l’ha preso e deve ancora cominciarlo, vuole comprarlo (e quindi, ovviamente, non l’ha ancora cominciato!), a chi l’ha rubato (a voi un po’ meno, però fatemi sapere lo stesso cosa ne pensate), e a chi l’ha consigliato, regalato, imposto ad amici e parenti.

La mole di messaggi che sto ricevendo è altissima. Via facebook, twitter, mail. Dire che ne sono felice è poco. Non mi aspettavo tutto questo successo, ma soprattutto: questo amore da parte dei lettori. Cioè, un momento. Me lo auspicavo, sapevo di aver scritto un romanzo, quantomeno, sincero. E dunque amabile. Perché, noi lettori, veri lettori, lo sappiamo: è difficile che qualcuno ci freghi. Un libro autentico (bello o brutto viene dopo, come giudizio) ci scoppia tra le mani, pulsa, ci parla con franchezza come un vecchio amico. E noi lo apprezziamo sempre un vecchio amico. Ecco: sono davvero felice che questo sia passato, che i lettori se ne siano accorti e vogliano, spesso, condividere con me i loro pensieri, le emozioni che Atletico Minaccia ha risvegliato nelle loro menti. Molti mi hanno detto che gli ho ricordato la loro gioventù passata sui campi di periferia a tirare calci al pallone (e agli avversari). Alcuni addirittura si sono commossi con la cavalcata della squadra di Vanni Cascione, fino all’ultimo secondo dell’ultima partita.

Questo, probabilmente, è il premio più grande per me che l’ho scritto. Al di là delle cifre vendute, dei numeri, dei traguardi (sono stati anche venduti i diritti in Olanda, uscirà lì dopo l’estate, ma presto dedicherò un pezzo a questa faccenda, perché merita, poi capirete perché). Insomma: io sono un autore che deve ancora imparare tanto, questo è il mio primo romanzo. Sto scrivendo il secondo, siamo a buon punto. Continuerò a metterci l’anima come l’ho messa in Atletico Minaccia. In tanti chiudono le mail dicendomi che aspettano il prossimo romanzo. Ecco: spero che, bello o brutto che sia, passi sempre il solito messaggio dalle pagine: voglio raccontare storie. Con semplicità e onestà, divertendomi io per primo, emozionandomi, facendomi piangere e ridere.
Però, già che siamo qui: 5mila e più grazie a voi.

Di cose belle me ne stanno succedendo. Una tra tutte, forse quella per cui mi è battuto il cuore: l’inizio della collaborazione con la Gazzetta dello Sport. Un sogno, fin da quando ero bambino. Ma anche a questo dedicherò delle righe molto presto.

Intanto, prossimi giri: venerdì 15 marzo sarò a Padova (libreria Mondadori di piazza Insurrezione) alle ore 18, per presentare Atletico Minaccia insieme a Matteo Righetto (a seguire aperitivo Sugarspritz alla Corte dei Leoni, sempre a Padova, eh). Poi, sabato 16 marzo a Santa Maria Capua Vetere (mia città d’adozione, ormai), lo presentiamo al Club 33 Giri, con Ivan Mazzoletti e Ilaria Puglia. E, infine, giusto per rifarmi un attimo a salire l’Italia intera: domenica 17 marzo torno ancora ospite a “Quelli che”, su Rai Due. Direi che per i prossimi giorni potrete incontrarmi nei treni.

Ma la cosa più importante è una: siempre Adelante Atletico Minaccia!

Marco Marsullo, che sarei io, torna allegramente a “Quelli che” domenica 3 marzo

quellichemarsulloDopo un paio di settimane di assenza da Rai Due, in cui tantissimi hanno scritto ai vertici della tivù di stato allegando foto in cui strappavano il bollettino del canone per protesta, torno in diretta dalle 14 a “Quelli che”, con Victoria Cabello e il mio amato Trio Medusa. Seguirò il Siena (lo dico perché per ora sono imbattuto!) e sono molto felice di tornare in trasmissione perché, cosa più importante di tutte, lì mi diverto come un matto. Magari si parlerà un po’ di Atletico Minaccia Football Club, il romanzo outsider che sta scalando le classifiche (a mani nude). Tanto che quando è stato sottoposta la questione a Camilleri, questi si è voltato dalla cima delle classifiche e ha detto, testuale: “Chi minchia è ‘stu Marsullo?”

Adelante!

[nella foto: la mia proverbiale eleganza in diretta nazionale]