Un riepilogo degli ultimi mesi e IL TASSISTA DI MARADONA, un nuovo romanzo in libreria dal 19 maggio

faziolittyo Ciao a tutti, il sito non è aggiornato da un po’ causa vita reale e vita lavorativa, che provo ancora a dividere ma facendo un lavoro che, tecnicamente, non esiste (perché inventare le vite degli altri fa sì che la tua, di vita, a volte diventi peggio di un romanzo), ci sono un sacco di momenti che diventano valanghe e poi succede che mi dimentico di aggiornare qui tutte le cose bellissime e importanti che mi succedono. Non ho intenzione di rileggere questo periodo, troppo lungo, e contorto, ma spero che abbiate capito cosa intendessi (e se non lo avete capito fate di sì con la testa, annuite, cooosì, perfetto, grazie). Lì su a sinistra vedete un selfie (yeah!) di me (sono quello al centro) con Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, dello scorso ottobre. Prima di tutto, ci tengo a specificare che la foto è di Fabio (sul serio) e aggiungere che da quel 26 di ottobre è successo di tutto. E per fortuna. I miei genitori non hanno figli ha fatto SEI RISTAMPE, venduto un bel po’ di copie, vinto una menzione speciale al Premio Molinello (vi prego, cliccate sul link e guardate la foto e poi ridete con me), finito in finale ad altri due premi, quello Città di Rieti e al Premio Zocca Giovani. Ho girato mezza Italia per presentazioni, come sempre ma un po’ di più del solito. Ho avuto la fortuna di finire in tantissimi licei per parlare di questo romanzo tra Campania, Lazio, Umbria, Puglia, Basilicata e Sicilia, e ho conosciuto orde di ragazzini svegli, casinari e curiosissimi con cui mi sono divertito un mondo. Devo dire grazie per tutto questo a tutti i librai e gli agenti Einaudi che mi hanno portato di liceo in liceo. Un altro alla mia casa editrice e un altro ancora a chiunque mi abbia letto. Sarò ripetitivo ma che devo fare, il trucco è solo quello: la gente che ti legge, se fai lo scrittore di mestiere.

tassistaMa le cose da raccontare qui non sono finite. C’è una novità. Un nuovo romanzo, che uscirà in libreria il 19 maggio. Si chiama Il tassista di Maradona e lo ha edito Rizzoli. È un progetto che sono felicissimo di aver portato a termine, e devo ringraziare Rizzoli per la chiamata e Andrea Canzanella, l’editor che ha lavorato al romanzo, per aver reso il tutto più bello.
Ma di che parla ‘sto libro? Mò ve lo dico. È la storia (romanzata) della vita di Jorge “Magico” Gonzalez, calciatore salvadoregno che negli anni Ottanta fece girare la testa a mezza Europa dopo il mondiale di Spagna e che, però, scelse il Cadiz, squadra spagnola (andalusa, anzi) da metà classifica tutta gialla. Scelse il Cadiz perché era un calciatore malinconico, menefreghista e innamorato del flamenco e della notte. Non è solo una storia di calcio, anzi, non storcete la bocca voi che non amate visceralmente il pallone. È la storia di un uomo ormai con i ricci grigi che guida un taxi e che, tra una corsa e l’altra, ricorderà brandelli di vita perduti tra l’amore e la disperazione. Come capita un po’ a tutti quando gli anni avanzano e i capelli imbiancano. Per scriverla sono andato anche a Cadiz, un anno e mezzo fa, e ho parlato con chi “El Mago” lo ha conosciuto, respirato, anche per una sola notte. Ho chiacchierato con i vecchi nei bar e nei circoli sportivi ed è uscita fuori una storia romantica e imperdibile (almeno per me) che ho voluto raccontare in questo romanzo.

E niente, sarà in libreria tra pochissimo, se vorrete farmi sapere cosa ne pensate la mail è sempre qui sul sito, se no mi trovate pure su facebook, come siempre.
Resto in ascolto. E grazie, in anticipo.

baci & abbracci,
Marco

15 settembre 2015, il mio nuovo romanzo: I MIEI GENITORI NON HANNO FIGLI (Einaudi Stile Libero)

imgnhfEsce il 15 settembre, è il mio nuovo romanzo, il terzo con Einaudi Stile Libero. Si chiama: “I miei genitori non hanno figli”.

È l’unica cosa, in parte, autobiografica che ho scritto e, quasi sicuramente, scriverò in tutta la mia vita. Racconta quanto è divertente e faticoso avere diciotto anni e doversi crescere due genitori separati. Ci saranno le solite cose divertenti (dopo tutto, resto il solito demente di sempre) e un po’ di cose più serie. Senza che sto a dirvi tutto, ora, tanto manca poco e sarà in libreria.

Vi lascio questa cosa, dalla quarta di copertina:
Una commedia divertente, corrosiva e tenera, sghemba come tutte le famiglie, dove bisogna adattarsi «l’uno alla forma sbagliata dell’altro per non sparire del tutto».

Dicono che fare il genitore sia il mestiere piú difficile, ma nessuno ricorda mai che fare il figlio non è proprio una passeggiata. Soprattutto quando hai diciott’anni e i tuoi genitori pretendono tu sappia già scegliere cos’è meglio per la tua vita, anche se la loro non sembra esattamente quella che avevano immaginato. E allora li osservi muoversi in quel microcosmo fatto di amicizie che possono tornare utili, di colleghi che hanno solo figli geniali, al contrario di te, di solitarie battute di caccia in Lettonia e turnover di fidanzati, e quasi ti arrendi all’idea che sarai proprio tu il loro ennesimo fallimento.

Fatemi sapere, io sono qui per qualsiasi cosa.
E Adelante! Siempre.

Marco

Nuovo romanzo, stesso autore, stesso editore: settembre 2015

romanzimStiamo finendo il nuovo libro. Manca poco, l’ultima sistemata, poi nei maestosi uffici romani di Einaudi Stile Libero (grazie alla mia preziosa editor Rosella Postorino e alle ragazze della redazione), gli daremo l’ultima bottarella per far sì che possa piacervi come vi sono piaciuti i primi due. Sempre se vi sono piaciuti, se no spero che questo possa piacervi. O se non mi avete mai letto (ed è l’ipotesi più vivida), spero possiate iniziare da questo, in uscita per settembre 2015. In ogni caso, più in avanti copertina, titolo e giorno d’uscita.

Questo in uscita sarà un libro importante per me. Sicuramente il più importante fino a ora dei tre. Con Atletico Minaccia Football Club e L’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache ho iniziato questo cammino con Einaudi Stile Libero che, onestamente, non immaginavo sarebbe andato così bene. Di cose ne sono successe negli ultimi due anni. Ristampe, presentazioni, traduzioni, spettacoli teatrali dai romanzi, premi, recensioni celebri e meno celebri. Onestamente? Sono tranquillo, perché mi sento al punto di partenza. Ho trent’anni appena compiuti (se non mi avete fatto gli auguri: è troppo tardi, nel febbraio 2016 rimedierete, ne sono sicuro), la testa piena di storie da raccontare e la voglia di continuare a farmi leggere, come ce l’avevo a ventitré, quando pubblicai il mio libro di racconti con la Noubs Edizioni e poi, subito dopo, spedii il manoscritto di quello che sarebbe stato Atletico Minaccia, via mail, ad Einaudi Stile Libero. E non avevo bene idea di cosa stessi facendo, come non ne ho adesso, intendiamoci, però una cosa sola era sicura: la voglia. Quella voglia che, spero con tutto me stesso, non mi abbandoni mai. Ed è la voglia per cui spero possiate leggere anche il prossimo romanzo e poi farmi sapere. Pure se non vi è piaciuto. Però meglio se vi è piaciuto. Però pure se non vi è piaciuto, eh, tranquilli, ora non sentitevi vincolati.

Ci sentiamo presto per qualche aggiornamento più preciso. O per qualsiasi cosa, pure in questo caso, non sentitevi vincolati. A disposizione. E Adelante, siempre.
Baci e abbracci.

“L’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache”, il mio nuovo romanzo (ristampato dopo 36h. dall’uscita, olè!)

i 4 di rete mariaDoveva succedere sul serio, prima o poi. Per forza. Ogni ecosistema muta, si rinnova, muore e rinasce e così via (sto sparando cazzate, ma statemi dietro, ora arrivo al punto). Doveva succedere, dunque, anche che uscisse un mio secondo romanzo, dopo Atletico Minaccia Football Club, che tanto vi/mi ha divertito e si è espanso per la penisola (e anche oltre, pure in Olanda), fino a finire, proprio in questa settimana (dal 6 giugno al 12), allegato a L’Espresso. Ma vabè, questa è un’altra storia. Qui si parla del futuro, quello fresco. Qui si parla del mio secondo romanzo.
Che a 36 ore dall’uscita è stato RISTAMPATO. 
E non lo diciamo per fare i fighi, noi di Einaudi. Sul serio, RISTAMPATO.

L’AUDACE COLPO DEI QUATTRO DI RETE MARIA CHE SFUGGIRONO ALLE MISERABILI MONACHE. No, non vi sto prendendo per il culo, si chiama proprio così. Lo ha edito, ancora, Einaudi Stile Libero, ed è in libreria dal 10 giugno.
È la storia di quattro vecchi (un po’) pazzi. La voce narrante è quella di Dino Agile, 74 anni e “la prostata grande quanto la Danimarca”. Il classico vecchiaccio incazzato che ce l’ha con tutto e tutti, tranne che con i suoi tre compari, che con lui dividono il destino a Villa delle Betulle, casa di riposo in provincia di Roma. Guttalax: sorridente e bonaccione, sempre pronto ad assecondare il volere della maggioranza per affetto, più che per volontà propria. Rubirosa: dipendente dal Viagra, che assume più volte al giorno, “per tenerlo sempre pronto, come in una prova anti incendio”, ossessionato da qualsiasi donna, purché over 60. Infine, Brio: il braccio armato del gruppo; chiamato così per via del Parkinson che lo scuote tutto, e ciò nonostante un cecchino con la sua inseparabile fionda e i suoi piani dinamitardi e al limite della realtà. Un giorno: l’occasione della rivincita. Le “Miserabili Monache” dell’ordine di Santa Lavinia d’Oriente (di cui anche Agile si domanda l’effettiva esistenza) comunica ai residenti di Villa delle Betulle che è stata organizzata una visita di due giorni a Roma in occasione della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II. È allora che Brio propone ad Agile e gli altri di occupare la sede romana dell’emittente tivù cattolica Rete Maria per rimuovere (e “far brillare”) Padre Anselmo da Procida dalla lettura del rosario delle 18; colpevole di pronunciare la preghiera con un’odiosa zeppola. Troppo, per uno come Brio. Agile asseconda il piano folle del suo compare per un motivo preciso: a Roma vive Flaminia, la donna che quando faceva lì il militare, a 19 anni, gli ha spezzato il cuore. E lui vuole ritrovarla. Osteggiati da Capitan Findus (il rivale storico di Agile) e i suoi due scagnozzi Sciabola e Uccello, partiranno così in un’avventura surreale e scorrettissima nella capitale, dove saranno coinvolti in battaglie feroci all’alba, tra i Fori Imperiali, furti, baratti al limite della legalità, feste della borghesia capitolina. L’ultimo guizzo di libertà prima del sipario.

E niente, ho provato a farvi ridere, e farvi pensare. Ho provato a dare voci a quattro vecchietti che, probabilmente, nessuno avrebbe ascoltato. Gli ho messo nelle mani armi da guerra di bottoni, piani esplosivi, missioni in codice, forza e coraggio. Ho provato a dipingere l’universo degli anziani come quello dei bambini, con le proprie regole e i propri dolori. Ma soprattutto: le proprie gioie, quelle incontenibili di questo romanzo, della loro rivincita. Ci ho provato. Voi fatemi sapere se vi è piaciuto, io resto a disposizione. Ci tengo.

Chiaramente, ancora una volta: Adelante! Il viaggio è lungo e questo è solo il secondo romanzo. Ma intanto siamo qui, godiamoci il paesaggio.

Un ultimo grazie va a Rosella Postorino, Severino Cesari, Paolo Repetti, TUTTO l’ufficio stampa Einaudi, l’ufficio diritti, Davide Bonazzi per l’illustrazione beatlesiana in copertina, Riccardo Falcinelli e chiunque, nessuno esclusa, ha lavorato e lavorerà per rendere questo romanzo sempre più visibile a tutti. Scriverlo è stato stupendo, ma il vero privilegio è poter contare su una squadra forte e disponibile come quella di Einaudi.
Stile Libero, a parte, che quello lo siamo nell’anima, noi.

in fede,
Marco Marsullo, un ragazzo felice di poter scrivere ed essere letto.

Atletico Minaccia ha tre settimane di vita, e noi siamo tanto felici

copertinaAMblancaSono poco più di tre settimane che Atletico Minaccia Football Club è in libreria e noi siamo piuttosto contenti.
Voglio dire: il libro ha fatto una prima ristampa visti i grandi ordini che sono arrivati dopo i primissimi giorni e siamo entrati stabilmente nelle classifiche dei più venduti. Sia nelle Feltrinelli, che nel circuito Arion, che tra quello delle librerie Arianna, che nei siti internet – IBS e Amazon – e anche nel mio palazzo, dove la signora della porta di fronte mi ha parlato molto bene del romanzo, che ha comprato dopo avermi visto a “Quelli che il calcio” (non sto romanzando, tutto vero).
Già, perché nel mezzo siamo stati tre volte su Rai Due con Victoria Cabello e il Trio Medusa (li adoro tutti, compresi Caputi e Tombolini) a dire due parole sul romanzo e a commentare qualche partita di pallone, diventando un portafortuna nazionalmente riconosciuto dai tifosi della Sampdoria, Siena e Pescara. Mica cazzi, oh.
Nel mezzo tante belle recensioni: Antonio D’Orrico su Sette del Corriere della Sera mi ha definito “un nuovo talento” (ha detto “talento” ben due volte nell’articolo, con tanto di foto da scrittore serio), Gianni Mura su Repubblica ha detto che finalmente un bel libro sul calcio anche in Italia, e che da tempo non si divertiva così tanto leggendo un romanzo (e dentro di me si è scatenato questo: http://www.youtube.com/watch?v=3GwjfUFyY6M), Ida Bozzi su La Lettura del Corriere della Sera ha dato 5 quadratini su 5 per la storia, e 4 su 5 per lo stile, parlando benissimo di Vanni Cascione e company. E io tutte queste cose non me le dimentico, le porto nel cuore, e vado avanti orgoglioso ma molto concentrato.
Però, la cosa più bella di tutte, e non me ne voglia nessuno, è stata la reazione dei lettori. Sono subissato (ià, magari subissato no, però mi scrivono in tanti) di mail, messaggi su facebook, cinguettii su twitter, in cui un sacco di gente mi dice che ha amato Vanni Cascione, Lucio Magia e la loro sgangherata squadra. I più gettonati sono Ciro Pallina, Michele “Trauma” Zarrillo, Sasi Mocciardi. In tanti mi stanno anche chiedendo un sequel (Einaudi: ehi!, ci sentite? Ricordatevi di queste parole quando ve lo proporrò).
Per ora va bene così. Stanno cominciando le presentazioni, ho inviti in tutta Italia fino a maggio e io non potrei esserne più felice. Parlare con chi legge libri, per chi ne scrive, è la più grande gioia possibile. La più grande fortuna di fare questo mestiere, e lo dico senza un grammo di retorica. Chiunque mi conosca, o mi abbia scritto in questi giorni, sa bene quanto per me sia bello poter condividere anche solo una battuta con chi ha letto Atletico Minaccia. Perché io so bene da dove sono partito, e so bene quanto è soddisfacente per un lettore (essendolo io per primo) poter parlare con l’autore di un romanzo che gli è piaciuto (avendolo fatto io un miliardo di volte). E spero di poter parlare sempre con più lettori, perché questo vorrà dire che l’Atletico Minaccia camminerà sempre di più, piacerà sempre di più, sarà sempre più l’outsider delle classifiche (Camilleri e Gramellini, siete avvisati! – E sparì per sempre dalle classifiche nel giro di 24 minuti).

Per concludere: la più grande soddisfazione, e lasciatemelo dire!, è che la gente ha capito. Io non so quanto il mio romanzo sia bello o brutto, non è compito mio valutare questo. Io però so quanto sia sincero e quanto cuore ci sia dentro. E questa è la prova, l’ennesima se ce ne fosse bisogno, che i lettori di questo se ne accorgono.
La sincerità, quando si racconta una storia, è la prima e unica regola.
Spero che Atletico Minaccia Football Club continui così. E chi se lo aspettava. E grazie a tutti.
Adelante!

(sto aggiornando piano piano il sito, presto nella sezione “rumours” tutta la rassegna stampa. non so perché ve l’ho detto, ma va be’, ormai siamo qua)