Nuova rubrica: GLI AULICI CONSIGLI LETTERARI (numero 1) di Marco Marsullo (e di chi, se no?)

Dopo un arduo tira e molla con l’editore di questo sito (che sarei io), è stata finalmente approvata la mia richiesta per una rubrica di proposte e consigli di lettura, chiamata alla fine: “GLI AULICI CONSIGLI LETTERARI” (l’editore di questo sito, e cioè sempre io, non ha poi molta fantasia). La rubrica è stata affidata a Marco Marsullo (sempre io, non temete), che vi guiderà a cadenza, più o meno, bimestrale nelle sue letture preferite. Per abbonarvi a questa rubrica basta mandare un sms al 45372 scrivendo “GLI AULICI CONSIGLI LETTERARI Sì”. Sto scherzando, è gratis, e di seguito c’è il primo numero.
Benvenuti a: GLI AULICI CONSIGLI LETTERARI di Marco Marsullo numero 1.

ora

Partiamo da: Ora di Mattia Signorini, edito da Marsilio. Mattia l’ho conosciuto tempo fa su quel meraviglioso social network che è facebook (non odiatelo, è un grande mezzo di comunicazione, se mai: usatelo con criterio). Lui è uno di quelli che parlano poco e fanno tanti fatti. Anni fa lessi un suo romanzo (La sinfonia del tempo breve) e rimasi colpito dalla sua capacità di essere antico, nel nuovo. E Ora ha confermato questa sua dote. La trama è essenziale, arriva al centro di quei sentimenti che tra esseri umani, specie se in linea di sangue diretta (figlio-padre), è difficile tirare fuori. L’Ettore protagonista è un giovane scrittore diviso tra passato e presente, col fardello di una storia familiare ad appesantirgli le spalle. Dato che io le trame, comunque, non voglio raccontarle, perché voglio raccontare le emozioni di un romanzo, posso dirvi che uno dei più grandi talenti di Mattia è quello di riuscire a descrivere i paesaggi. La sua scrittura è talvolta cupa, talvolta fangosa, talvolta nebbiosa, come i luoghi di questo romanzo ambientato su argini di fiumi nordici, dove il silenzio è il più grande non detto (ragazzi, ve l’ho detto che sono “aulici” questi consigli, no? Ecco; gioitene del mio lessico e della mia poetica).

Invece una lettura che ho iniziato da poco, ma che vi il corpo consiglio per due motivi essenziali (che di qui a poco vi enuncerò come fossero il Teorema di Pitagora), è Il corpo docile, di Rosella Postorino, edito da Einaudi Stile Libero.
I due motivi (lo so che ora li state aspettando come la portata principale), sono che: 1) Rosella Postorino è la mia editor da Einaudi, ed è una persona che ho imparato a conoscere nel tempo, e dunque posso assicurare a chiunque voglia prendere il suo romanzo che, dentro i suoi libri, c’è la verità. Quella verità personale di chi è nato per raccontare senza fronzoli, senza sovrastrutture. Rosella è una ragazza, e una scrittrice, autentica. Lo è in ogni sua manifestazione, e lo è anche quando caccia fuori una storia.

2) Come secondo motivo potrei raccontarvi un po’ della trama, dirvi che è un romanzo-vortice, dire che la scrittura di Rosella Postorino è come il polpaccio di una bella donna teso da un tacco 12, come un vestito da sera rosso in una festa di un centro sociale sulla Prenestina, e invece vi dico che Rosella, dentro di sé, ha la contraddizione tipica che rende interessante un essere umano. È dolce, ma autoritaria. È forte, ma è fragile, e la sua scrittura è come lei. Vi troverete davvero in mano il libro di una scrittrice che vi resterà nella testa, e vorrete leggere tutti i suoi libri proprio per questo motivo. Oltre al fatto che, chiaramente, io vi picchio se non correte in libreria. Ma questa è un’altra storia.

teresa ciUna che invece, credo, vi picchi direttamente con le sue mani se non comprate il suo romanzo è Teresa Ciabatti, di nuovo in libreria con Il mio paradiso è deserto, edito da Rizzoli.
Io non starò qui a dirvi di prendere il romanzo di Teresa Ciabatti per questo o quel motivo, io vi faccio fare due prove. La prima è quella di andare sul suo (nuovo) blog, su Io Donna, e dare un’occhiata alla dose di idiozia (in senso buono, Terè, non t’incazzare) e livore sfiatato che trasudano le sue righe. È come guardare un film dei fratelli Coen, con John Belushi e il Gabibbo armato di un mitra, che devono recuperare una grande cifra di danaro assaltando un treno della ferrovia messicana (nessuno mi fotta l’idea, che ci devo scrivere io un romanzo a breve). Ecco. Avete immaginato? Fatto? Teresa Ciabatti.
La seconda cosa che vi chiedo di fare, che è un prolungamento della prima, è di andare si facebook e aggiungerla tra gli amici. L’ho eletta, senza possibilità di essere superata, il “miglior contatto facebook della storia della mia vita”. Epica la sua crociata contro il Pagliaccio Cipollone (chi c’è stato, ai tempi, lo sa). Anche se, pensandoci, fa crociate contro chiunque, quindi di sicuro non vi annoierete. Dopo aver fatto queste due cose sono quasi certo che prenderete il suo romanzo (dire a questo punto di cosa parli è totalmente irrilevante, quello che conta è che è scritto identico a come lei scrive sul blog e su facebook).

Un libro sul quale ho appena messo le mani, invece, è L’Isola della Sacerdotessa isladell’amore, del solito, immenso, Christopher Moore, edito da Elliot. Solita trama folle, soliti personaggi irresistibili, solita irriverenza cosmica, che fanno di Moore, probabilmente (e insieme al mio vate Ammaniti), il mio autore preferito. Irraggiungibile. Vi consiglio qualsiasi suo libro in qualsiasi sua forma, probabilmente il miglior autore di commedie del pianeta (e subito dopo: io, chiaramente).
Christopher Moore è l’unico in grado di fondere tutti gli elementi narrativi, a partire dalla buona scrittura, e crearne sempre una storia irresistibile. Se un giorno lo incontro, gli salto al collo e gli stampo un bacio enorme sulla guancia (maliziosi…). Mi pare il minimo, quando ti piace uno scrittore, no?

Grazie per aver letto questa deliziosa rubrica, spero vi sia piaciuta, e spero vi piaceranno questi romanzi, nel caso in cui finirete per comprarli in libreria. Se poi non vi piacciono sapete con chi prendervela (nb: il mio legale – che sono sempre io, avendo fatto qualche esame di legge – mi sconsiglia di rendere ufficiale quest’affermazione, ma mi sa che ormai è troppo tardi).
baci e abbracci,
Marco Marsullo.